Almeno due le novità che la legge di bilancio, licenziata dal Parlamento a fine 2025, ha introdotto. Innanzitutto c’è la ridefinizione del perimetro dei soggetti obbligati all’iscrizione al RENTRI; non certo secondo, il rinvio dell’introduzione della plastic-tax. Infatti l’imposta di 450 euro a tonnellata sui manufatti in plastica a singolo impiego (MACSI), a eccezione di bioplastiche e riciclati, sarebbe dovuta scattare il 1° luglio 2026. Questa proroga – l’ottava – posticipa l’avvio di sei mesi.

Per quanto riguarda il RENTRI, la nuova norma ha ridefinito il perimetro dei soggetti obbligati all’iscrizione al portale per la tracciabilità dei rifiuti. La platea dei soggetti obbligati al RENTRI è stata ridotta escludendo dall’obbligo i consorzi e i sistemi di gestione – individuali o collettivi – che si occupano del recupero e riciclaggio di particolari categorie di rifiuti e imballaggi, così come i soggetti già esonerati dalla tenuta del registro di carico/scarico o che beneficiano di modalità semplificate. Risultano così esclusi i piccoli imprenditori agricoli (con un volume d’affari fino a 8 mila euro), le piccole imprese con un massimo di 10 dipendenti e le attività professionali come estetisti e tatuatori.

In base al Testo Unico Ambientale questi soggetti possono essere esentati dalla tenuta del registro di carico e scarico e assolvere agli obblighi di tracciabilità con modalità alternative. Per i consorzi possono valere evidenze documentali equivalenti, mentre per le piccole imprese agricole, per le attività professionali non organizzate in forma di impresa – ad esempio gli studi dentistici – e per realtà come centri estetici e tatuatori, è sufficiente la conservazione dei formulari o dei documenti di conferimento per almeno tre anni.

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